Quando partì il birrificio era Rurale di nome e di fatto, inscatolato come per miracolo nel vecchio silo di una cascina del pavese, a cascata, con pavoni e animali da cortile che scorrazzavano per l'aia. Erano un gruppo di amici, homebrewers di lungo corso gravitanti da sempre nell'orbita seminale del Birrificio Italiano e degli storici incontri di Atelier Birra, che un po' per gioco e un po' per passione irrefrenabile avevano deciso di buttarsi nell'impresa. Si faceva birra a turno, all'alba, di notte, si imbottigliava nei weekend, in un'epoca in cui l'esplosione artigianale italiana appena iniziava la sua crescita esponenziale. Poi è arrivato il successo, con ottime birre a trazione prevalentemente anglosassone e di attenta collocazione sul mercato, mentre i casi della vita hanno portato Lorenzo Guarino a diventare birraio a tempo pieno. Oggi il birrificio si è ampliato e si è spostato a Desio, ha perso la veste bucolica ma naturalmente nulla riguardo alla qualità.
La Scarliga nasce come birra stagionale, disponibile spesso ma non sempre, e appare quasi provocatoria: Double IPA, quindi la sublimazione della tendenza in voga negli ultimi anni all'uso e abuso dei luppoli agrumati, ma European. In realtà la provocazione è doppia, perché a fronte di questo ti aspetteresti le caratteristiche dello stile, amaro alcool e struttura dolce importante con accenni di caramello, ma insieme alle caratteristiche tipiche dei luppoli europei, quindi erbaceo, speziatura e/o terroso, e invece... ecco l'agrume!! Spiazzante certo, ma solo per chi è così sofistico da porsi la questione. Merito di due luppoli relativamente "nuovi", il Kazbek e il Dana, che nonostante la loro ascendenza continentale mostrano chiare caratteristiche di oltreoceano, agrumate e tropicali, di limone, pompelmo, lime.
Al naso attento però non può sfuggire un'eleganza e un garbo che sono tutti europei, lontani dall'irruenza dei loro cugini americani, che non rinnega il corredo classico continentale, nonché l'assenza di note resinose. Anche corpo e colore possono tradire le attese dei puristi dello stile: è un dorato chiaro, segno che la scelta dei malti ha preferito una struttura semplice, mielosa e senza caramello, leggera, che predilige la beverinità all'impegno.
Son gusti, ma sono le interpretazioni che piacciono a me. Alcool non pervenuto, l'amaro è intenso ma non prevalicante mentre è l'aromaticità del luppolo a dominare la scena. Variazione sul tema IPA e dintorni a suo modo innovativa e non banale, tutta tesa verso l'obbiettivo della piacevolezza più che della cerebralità: qualche geeks potrebbe restare tiepido, a me è piaciuta davvero molto.