Cos’è il daikon, perché si chiama così, come si usa in cucina: 5 risposte per conoscere meglio questo ortaggio
Sembra una carota pallida, fa parte della famiglia dei ravanelli, si può mangiare crudo oppure cotto: alcune curiosità su uno degli ingredienti di cui sentirete sempre più parlare (merito anche di MasterChef).
Secondo lo chef Giorgio Locatelli, nello spot che annuncia la nuova edizione di Masterchef Italia, è uno dei tre ingredienti su cui scommettere insieme allo yuzu (scelto da Antonino Cannavacciuolo) e la radice di loto (scelta da Bruno Barbieri): stiamo parlando del daikon.
Si tratta di una verdura che ha l’aspetto di una carota ma è solitamente di colore più chiaro, tendente al bianco: molto presente nella cucina orientale, soprattutto in quella giapponese, il daikon inizia solo da qualche anno ad affacciarsi nelle ricette degli italiani. Di seguito rispondiamo alle 5 domande più diffuse su questo ortaggio, iniziando dal capire il significato del nome.
Cos’è il daikon e perché si chiama così?
Come detto, il daikon fa parte della famiglia dei ravanelli: in giapponese, il suo nome significa “grossa radice”, e infatti la parte commestibile è proprio quella, attaccata a foglie dalla crescita molto rapida e lunga di solito 20-30 centimetri. Utilizzato tipicamente in Cina, Giappone e Corea, ma anche in India e Pakistan, serve per preparare torte salate di verdure, per arricchire le insalate, come guarnizione per il sashimi oppure anche per insaporire le zuppe e può pure essere usato grattugiato.
Che gusto ha il daikon?
Oltre che nell’aspetto, il daikon ricorda il ravanello anche al palato, però con alcune differenze: rispetto al cugino più noto e diffuso, ha un sapore meno deciso e forte, con una polpa insieme croccante e acquosa. È leggermente piccante e pepato, ma non in modo invadente, come un retrogusto che si avverte man mano che lo si consuma.
Come si taglia il daikon?
La preparazione non è complicata: come altri ortaggi, anche il daikon può essere consumato crudo, soprattutto nella parte più alta della radice (più vicina alla foglia, per intendersi). Ovviamente va prima pulito, si può fare agevolmente anche con un pelapatate, può essere sbucciato e tagliato alla julienne. Proprio come se fosse una carota. Se si decide di cuocerlo in acqua, i tempi li detta la consistenza: quando è morbido (ma non mollo), è pronto.
A cosa fa bene il daikon?
Il daikon è costituito prevalentemente di acqua, ha un contenuto calorico molto ridotto (meno di 20 kcal per 100 grammi) ed è molto ricco di vitamina C (22 mg per 100 grammi): è utile nelle diete che devono avere effetti diuretici e drenanti ed è anche considerato un valido mucolitico. La sua crescita lascia nel terreno una cavità larga e profonda, rendendo più facile che le colture successive attecchiscano bene e più in profondità.
Dove si trova il daikon?
Non dappertutto come un ravanello qualsiasi, ma più facilmente oggi rispetto a qualche anno fa: nelle città più grandi si compra nei supermercati ma si può acquistare senza eccessivi problemi nei negozi che vendono alimentari originari dell’Oriente. Si trova anche online: in questo caso vi consigliamo di accertarvi bene che il venditore e il sito siano affidabili.
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