Etichette alimentari: tutte le novità sull’indicazione d’origine
La spesa sta diventando sempre più consapevole. Cosa significa? Sempre più persone, quando vanno al supermercato, non si accontentano del prezzo del prodotto o della visibilità del marchio. Conoscere cosa si mangia diventa un modo per tutelare la propria salute e, più in generale, il proprio benessere.
Quali sono le informazioni contenute nelle etichette? Denominazione dell’alimento Elenco degli ingredienti Presenza di allergeni Scadenza, conservazione e utilizzo Valori nutrizionali Origine e provenienza
Etichetta come alleato del consumatore Da questo punto di vista, la normativa sull’etichettatura dei prodotti alimentari sta diventando un alleato fedele del consumatore. L’etichetta, infatti, si sta trasformando in una sempre più completa carta d’identità del prodotto, che ne identifica con maggiore precisione non solo il prezzo, la composizione e i valori nutrizionali, ma anche la provenienza, distinguendosi da prodotto a prodotto. L’ultima novità a riguardo si riferisce proprio all’indicazione dell’origine dei prodotti, che nel corso degli anni è diventata via via più precisa: dal 5 aprile 2018 in Italia arriverà l'obbligo di indicare sull'etichetta dei prodotti alimentari la sede e l'indirizzo dello stabilimento di produzione o, se diverso, di confezionamento, al fine di una tracciabilità pressoché totale dei passaggi che un prodotto compie nei vari passaggi della filiera.
Perché è importante conoscere l’origine delle materie prime? L’etichetta d’origine degli alimenti che compongono un prodotto è sinonimo di sicurezza. La materia prima, infatti, è l’elemento principale che caratterizza un prodotto da un altro, sia essa proveniente da coltivazioni o da allevamenti. Questo non implica un giudizio di qualità sul prodotto, ma dà al consumatore la possibilità di conoscere in modo più completo ciò che mangia e di applicare quindi al momento dell’acquisto una scelta consapevole.
Quali alimenti hanno l’obbligo di indicazione d’origine in etichetta? Carne di pollo e derivati, carne bovina, frutta e verdura fresca, uova, miele, passata di pomodoro, pesce, olio extravergine d’oliva, latte e formaggi. L’iter per arrivare all’indicazione d’origine di questi alimenti è stato lungo e ha coinvolto la UE in un percorso più che decennale: la carne bovina è stata la prima nel 2000. Gli ultimi, in ordine di tempo, il latte e i suoi derivati, nel 2017.
Su quali alimenti si sta applicando l’etichetta d’origine? Pasta e riso: l’obbligo scatterà dal febbraio del prossimo anno, e riguarda il grano con cui sono prodotti pasta e riso. Il provvedimento è stato preso dal governo italiano, che in questo caso ha anticipato l’Europa. Sulle etichette della pasta secca dovrà essere indicato il Paese di coltivazione e quello di macinazione. Per il riso, invece, quello di coltivazione, lavorazione e confezionamento. Derivati dei pomodori come sughi, conserve e pelati: dovranno essere indicati il Paese di coltivazione e di trasformazione.
Quali alimenti non hanno ancora l'obbligo di etichetta d’origine? Secondo la Coldiretti, la spesa alimentare che non è stata ancora etichettata con l’indicazione d’origine è pari a ¼ del totale e comprende cibi come carne di coniglio, carni trasformate, salumi, succhi di frutta, confetture e pane.
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