Il 23 gennaio si celebra la giornata nazionale delle sarde in saor. Vi raccontiamo tutto quello che c'è da sapere su questa ricetta della tradizione veneta.
La storia e le origini
La pera, come frutto consumato dall'uomo, ha una storia di almeno 4000 anni, che si intreccia con i Greci prima e con i Romani poi, grazie ai quali la coltura si diffonde, soprattutto in Belgio e Francia.
Il 65% delle pere italiane e il 40% di quelle europee si coltiva in Emilia Romagna. Eppure, è solo dagli inizi del '900 che la pericoltura si è affermata in queste zone. Merito degli agricoltori emiliani e romagnoli, da sempre esperti e capaci in ambito frutticolo. Anche del clima, però: freddo e nebbioso d'inverno, molto caldo e soleggiato d'estate. Queste condizioni consentono lo sviluppo, nelle pere, di particolari fenotipi come, ad esempio, la ruggine sull'epidermide della pera Abate.
Dal 1998, la Pera dell'Emilia Romagna è IGP; quindi, è sottoposta a severi controlli da parte di enti certificati e la sua produzione deve sottostare a un rigido disciplinare. In questo modo, ne viene garantita la provenienza, la tipicità e la coltivazione secondo metodi rispettosi dell'ambiente e della salute.
Una garanzia di qualità
Il disciplinare stabilisce anche le varietà che si possono fregiare dell'IGP. Partiamo dalla più pregiata, l'Abate Fetel, zuccherina e dall’inconfondibile aromaticità.
Proseguiamo con la freschissima e succosa Conference; quindi, la compatta e profumata Decana del Comizio; la William, fondente e zuccherina, con sentori di moscato che la rendono adatta a dessert e cocktail; la croccante Kaiser, la più dissetante tra le pere per il suo gusto dolce-acidulo. Terminiamo con la meno conosciuta, la Max Red Barlett, fine e gustosa.
Quando consumare le pere dell’Emilia Romagna IGP, come sceglierle e conservarle
Tutte le qualità sono disponibili sul mercato per circa sei mesi, a partire dagli inizi di settembre, per arrivare alla fine di maggio dell'anno successivo. Un periodo di tempo durante il quale è opportuno scegliere i frutti giusti da portare sulle nostre tavole. Per sapere se una pera è matura, è sufficiente esercitare una lieve pressione nella zona alla base del picciolo: se la polpa è leggermente cedevole al tatto ci siamo, la pera è pronta. A casa, si conserverà all'interno di un sacchetto di carta per due o tre giorni a temperatura ambiente, oppure nella parte bassa del frigorifero per circa sette giorni.
Le caratteristiche nutrizionali
Portare in tavola la Pera dell'Emilia Romagna IGP vuol dire godere di un frutto ricco di zuccheri naturali ma con un basso contenuto calorico: circa 60 kcal per 100 grammi di prodotto. Significa, inoltre, apportare al nostro organismo fibre, potassio e vitamina C, importantissima per affrontare al meglio i freddi mesi invernali.
Gli impieghi in cucina
In cucina, la pera è frutto dalla grande versatilità: ottima se consumata cruda, come spuntino o fine pasto, non disdegna la cottura e l'abbinamento con altri ingredienti. Famoso e imprescindibile, nel campo del salato, l'accompagnamento con i formaggi e, nel mondo dei dolci, quello con il cioccolato. La pera entra in numerose preparazioni di pasticceria, come la classica Tarte Tatin.
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