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Il riconoscimento premia le località attente all’ambiente, ai turisti, all’agricoltura e all’uso dell’acqua: in Italia ce ne sono 63, e magari quest’estate sei in vacanza in uno di questi posti e non lo sai.
Più o meno tutti conoscono le Bandiere Blu e le Bandiere Arancioni, assegnate rispettivamente alle località di mare e alle località di montagna che si distinguono per la qualità dell’offerta turistica: ogni anno, le prime le stabilisce la sezione italiana della FEE e le seconde sono decise dal Touring Club.
Sempre la Foundation for Environmental Education compila un’altra lista di eccellenze che è molto meno nota: parliamo delle Spighe Verdi, che valorizzano i comuni rurali e anche li aiutano a “scegliere strategie di gestione del territorio in un percorso virtuoso che faccia bene all'ambiente e alla qualità della vita”. È un premio ai posti belli che fanno del bene, insomma.
Dove sono questi posti che cercano di fare del bene sia all’ambiente sia alle persone che li frequentano? Nel nostro Paese ce ne sono 63, 4 in più rispetto al 2021, anche se le new entry sono effettivamente 7: il motivo è che 3 comuni non sono stati confermati (Gioia dei Marsi e Giulianova in Abruzzo e Ragusa in Sicilia).
Le nuove entrate nel gruppo delle Spighe Verdi sono dunque Ascea (Campania), Crosia (Calabria), Ginosa e Pietramontecorvino (Puglia), Norcia e Scheggino (Umbria) e Sanremo (Liguria). La regione che ne ha di più è il Piemonte (10 in totale), seguita da Marche (9) la Puglia (8), Toscana e Calabria (7 ciascuna); Umbria, Lazio e Campania (5 per ognuna), Liguria e Veneto (2 per una) e infine Abruzzo, Emilia Romagna e Lombardia a quota 1.
Online è disponibile l’elenco completo, in una mappa un po’ affollata ma comunque scaricabile e ingrandibile: considerato che questo è periodo di vacanza, e che questo riconoscimento non è molto noto, potrebbe essere una buona idea consultarla. Perché decisamente è possibile che si decida di passare le ferie in una località compresa fra quelle che sono Spighe Verdi, ma senza nemmeno saperlo.
Nel 2022, sono 63 le località in 13 regioni italiane che possono fregiarsi delle Spighe Verdi.
La FEE è presente in 77 Paesi del mondo, e come detto questo è sia un premio sia uno stimolo a fare meglio: per assegnarlo, l’associazione collabora con Confagricoltura per prendere in esame 67 indicatori che compongono 16 macroaree e permettono sia di valutare le politiche di gestione del territorio di un Comune sia di indirizzarle verso criteri di massima attenzione alla sostenibilità. Tra i criteri considerati ci sono la partecipazione pubblica, il corretto uso del suolo, la presenza di produzioni agricole tipiche, la sostenibilità e l'innovazione in agricoltura, ma anche la qualità dell'ambiente dal punto di vista sonoro e acustico, la qualità dell'acqua e dell'offerta turistica, la gestione dei rifiuti e l’uso della raccolta differenziata, la valorizzazione delle aree naturalistiche e del paesaggio e la cura dell'arredo urbano.
Durante l'assegnazione dei premi di quest’anno, Claudio Mazza, presidente di FEE Italia, ha appunto confermato che “Spighe Verdi è un programma che chiama all'azione: in un momento in cui le amministrazioni sono chiamate a confrontarsi anche con emergenze ambientali e sanitarie, un comune certificato possiede una modalità di lavoro e di gestione del territorio in cui tutti sono protagonisti di buone pratiche ambientali e comportamenti virtuosi”. Da parte sua, il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, si è detto “orgoglioso che attraverso il programma della FEE venga compreso e certificato il valore del lavoro degli agricoltori”.
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