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Deliziosi, nutrienti e a buon mercato: i legumi – un prodotto fondamentale nella dieta mediterranea, ingrediente immancabile di tanti piatti della tradizione italiana – nascondono dei superpoteri che vanno anche al di là di quelli nutritivi. Scopriamoli.
I legumi sono un ingrediente che in cucina non deve mai mancare e che merita a pieno titolo di diventare sempre più protagonista della nostra dieta. A torto considerati un ingrediente povero (ma questo è un bene: sono molto economici), fagioli, lenticchie & co. rappresentano una fonte proteica che non solo non ha nulla da invidiare a quelle di origine animale, ma anzi comporta molti benefici in più. Non solo nel gusto e nella grande varietà – che permettono infiniti esperimenti in cucina: noi vi abbiamo proposto 25 ricette con i legumi: gusto e salute in tavola da cui prendere ispirazione – ma anche nelle caratteristiche nutrizionali. A queste si aggiungono però i non meno importanti i vantaggi economici e ambientali che li rendono prodotti estremamente interessanti e molto attuali. I motivi per promuoverne il consumo sono tanti e a riconoscerlo sono anche le maggiori istituzioni mondiali: l’Onu ha persino istituito una giornata in loro onore, il 10 febbraio, che quest’anno ha avuto come focus il tema Ama i legumi – per un’alimentazione sana e un Pianeta sano. Un giorno da dedicare alla (ri)scoperta di questa famiglia di prodotti vegetali e dei loro tanti benefici, dal ricco valore nutrizionale alla praticità della loro conservazione, anche per periodi molto lunghi, secchi o in scatola. Ma vale la pena di ricordarne le proprietà tutti i giorni: è quello che sempre più il nostro Pianeta di chiede di fare.
Piselli, cicerchie, soia e tutti i loro “parenti” sono tra le fonti proteiche con la minore impronta idrica, circa 1,5 volte inferiore per grammo di proteine rispetto a latte, uova e carne di pollo; ma le leguminose vincono abbondantemente anche se si va a confrontare l’estensione di terreno necessaria alla loro produzione, perché mentre fave e piselli vengono direttamente consumati, le proteine animali arrivano in tavola in modo indiretto, avendo bisogno di essere prima nutrite e fatte crescere con colture che necessitano di terreno e risorse a loro volta; e non poche: per ogni kg di carne di pollo, ad esempio, servono quasi 2 kg di mangime e per ogni kg di suino poco meno di 4 kg di mangime. In questo senso i legumi sono un ingrediente più efficiente per l’ambiente, perché permettono un impiego più razionale delle risorse.
In questo senso i legumi sono un ingrediente più efficiente per l’ambiente, perché permettono un impiego più razionale delle risorse.
Non solo permettono di contenere e ridurre l’impiego d’acqua e di terra: hanno anche altre proprietà importantissime per il presente e il futuro dell’alimentazione di un Pianeta che presto sarà abitato da 10 miliardi di persone e che non può permettersi di continuare a produrre cibo nel modo in cui lo sta facendo oggi, con abuso sconsiderato di risorse ed elevata produzione di sostanze inquinanti. I legumi, infatti, hanno la capacità unica nel regno vegetale di convertire l’azoto, un gas abbondante nell’aria, in ammoniaca, elemento invece più raro e che le piante convertono poi in proteine per poter crescere meglio. È questa proprietà a permettere ai legumi di crescere senza (o tutt’al più con pochissimi) fertilizzanti azotati. Non solo, ma lasciano persino una parte dell’azoto che producono nel terreno, dove altre piante potranno usufruirne.
In questo modo, ceci e lenticchie arricchiscono il suolo anziché impoverirlo, consentendo di ridurre l’uso dei fertilizzanti e questo vale non solo al confronto con altri prodotti proteici, ma va a beneficio delle altre colture vegetali, come i cereali. Uno studio recente, infatti, ha evidenziato che l’uso dei legumi nelle rotazioni delle colture cerealicole convenzionali può fornire la stessa quantità di nutrimento dei fertilizzanti normalmente impiegati, ma a un costo ambientale notevolmente inferiore, grazie al fatto che parte dell’azoto di cui hanno bisogno i cereali viene fornito dai legumi raccolti l’anno precedente sullo stesso campo. Dagli anni Sessanta, la produzione annuale di fertilizzanti azotati in tutto il mondo è aumentata del 458% e buona parte di questi finisce dispersa in atmosfera sotto forma di protossido di azoto - un gas serra molto più potente dell’anidride carbonica - o filtra nelle falde acquifere in forma di nitrato (i cui effetti inquinanti sono dimostrati). I legumi possono quindi aiutare a evitare tutto questo, aiutandoci a raggiungere gli obbiettivi climatici e di riduzione delle emissioni inquinanti. Ma ancora non basta: in virtù delle loro radici profonde, molti legumi sono anche più resistenti alla siccità rispetto ad altre colture più diffuse, motivo per cui rappresentano una fonte alimentare più sicura di molte altre, anche in caso di condizioni meteo incerte e, soprattutto, in vista di un sempre più marcato riscaldamento climatico. Infine, i fiori delle piante di legumi sono ottime fonti di nettare e polline per gli insetti impollinatori, che purtroppo non se la passano benissimo, come vi abbiamo spiegato in Gli impollinatori, indispensabili alleati di cui non possiamo fare a meno.
L’ottima notizia è che tutti questi preziosi benefici si uniscono ad altrettante proprietà positive anche per salute umana. Oltre che toccasana per il Pianeta, infatti, i legumi sono innanzitutto una fonte di proteine sazianti, un’ottima alternativa alla fettina o alle uova per chi segue una delle diete che vi abbiamo raccontato tempo fa. Ma sono un validissimo ingrediente per tutti. Anzi, dovremmo imparare a tornare a mangiare più legumi, come peraltro la dieta mediterranea stessa raccomanda: ogni giorno dovrebbero essercene in tavola, perché i benefici sono innanzitutto per la salute. Privi di colesterolo, contrariamente ai prodotti animali, questi prodotti hanno anche il preziosissimo vantaggio di essere ricchi di fibre, di cui la dieta odierna è sempre troppo scarsa; le fibre sono molto importanti perché sono il nutrimento essenziale del microbiota intestinale, quella numerosa popolazione di batteri benefici che vive nel nostro intestino e che ci permette di stare bene, tra le altre cose contribuendo a mantenere forte e attivo il nostro sistema immunitario; inoltre le fibre vegetali sono alleate di chi voglia controllare il peso corporeo perché contribuiscono al senso di sazietà. Ma soprattutto, gli studi dimostrano che una dieta povera di fibre è associata a una maggiore incidenza di diversi tipi di tumore.
Verrebbe da precipitarsi a riempire il carrello della spesa, eppure c’è ancora chi pensa che la soia faccia male, quando al contrario i fitoestrogeni di cui è ricca sono in grado di contrastare la proliferazione incontrollata delle cellule tumorali e di ridurre i livelli di colesterolo nel sangue. Così come c’è ancora chi li sconsiglia o li evita “perché gonfiano”. Ma la colpa in questo caso non è di lupini e piselli, ma di chi non ne mangia abbastanza e non ha quindi una flora intestinale abituata a digerirli e ad assorbirne agevolmente i nutrienti. Fortunatamente è un inconveniente che si risolve facilmente introducendoli con maggiore frequenza nella dieta. Se questo non bastasse, sono anche fonti importanti di ferro, potassio, fosforo e acido folico. E tutto questo con anche un gusto buonissimo e possibilità culinarie praticamente infinite, dall’antipasto al dolce.
Nonostante tutti questi aspetti positivi, i legumi non sono ampiamente coltivati in Europa, dove coprono solo l’1,5% della terra arabile e dove, invece, meriterebbero più spazio, dato che Quello che mangiamo è quello che inquiniamo: così la nostra alimentazione influisce sulla nostra “carbon footprint”. Perché, come sottolinea la giornalista Eliana Liotta nel suo libro, recentemente pubblicato, Il cibo che ci salverà, il cibo gentile con il Pianeta è gentile anche con il corpo di chi se ne nutre. E di questa semplice equazione i legumi sono il cuore: benefici per noi che li mangiamo, fanno bene anche alla Terra, intesa innanzitutto come terra con la t minuscola, perché il suolo viene arricchito da una coltivazione di piselli o ceci, diventando più fertile; ma anche in senso lato come Pianeta, che vi risparmia in emissioni serra da un lato e in fertilizzanti inquinanti dall’altro. È proprio il caso di dirlo: più fagioli per un mondo migliore!
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