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Croccante nel cornicione e scioglievole nell’impasto. Condita (in maniera super golosa e sana) fetta per fetta, a rafforzare ancor di più il concetto che condividere è bello e buono allo stesso tempo.
Siamo da mosso, spazio multifunzionale rinato dopo anni di abbandono, nei locali dell’ex convitto del Parco Trotter di Milano, in via Padova. È qui che noi di Cucchiaio abbiamo imparato i segreti della pizza rustica e gustosa di Daniele Falcone.
In un luogo in cui, grazie a un accordo tra Comune di Milano e La Fabbrica di Olinda, cooperativa sociale ed ente capofila di un gruppo di imprese sociali, trovano spazio: bar, ristorazione, attività culturali e musicali, pratiche di riuso, attività di formazione e inclusione, si mettono ovviamente le mani in pasta. La pizza di mosso è genuina e rustica. Daniele Falcone, pizzaiolo e panificatore originario di Valva, nel salernitano, ha alle spalle una lunga “carriera di impasti”. Prima da Rossopomodoro, poi con Alberto Citterio, chef del Seven Star Galleria, poi ancora al Panificio Italiano di Giuseppe Zen, al Grano di Daniele Ciabattoni ad Ascoli Piceno. E infine tre anni e mezzo ad Identità Golose Milano al fianco di Franco Pepe. “La mia pizza è semplice: si parte da un blend di farine integrali e semi integrali biologiche e macinate a pietra, lievito madre e 24 ore di fermentazione controllata.” Il gioco è fatto.
Quadri colorati che si gustano con gli occhi. Le pizze sfornate da Daniele Falcone a mosso arrivano in tavola e si fanno notare. Non solo per la composizione dell’opera, ma anche per i profumi. Come si ottiene una pasta così fragrante fuori, e morbida dentro? Rituali all’apparenza scontati (spoiler: non lo sono per nulla!), che si ripetono ogni giorno a partire dal lievito, materia da conoscere e con la quale entrare in sintonia. “Bisogna prendersi cura del lievito, che va rinfrescato quotidianamente e compreso, nel vero senso della parola. - spiega Daniele Falcone - È necessario capire quando doverlo inserire nell'impasto. Parliamo di una pasta acida, che tuttavia acida non deve esserlo troppo, come non deve avere odori strani, ma presentare la giusta dolcezza.” Una pasta trattata con attenzioni e affetto, dalla quale dipende il risultato. Concetto che è un po’ il mantra di Daniele: “Il lievito madre è la foto dell'impasto finale, di ciò che ti troverai a lavorare il giorno dopo".
Una volta pronta, la pizza viene cotta in forno elettrico, in grado di valorizzare il sapore deciso e rustico della farina grezza e semi integrale. Gli ingredienti scelti per i topping, il più possibile di filiera corta, provengono in gran parte dall’Alveare di Via Padova, inaugurato da mosso nel mese di gennaio, per incentivare gli scambi diretti fra agricoltori locali e consumatori.
Ve lo diciamo subito: scegliere la pizza è impresa ardua perché le vorresti tutte. La selezione include grandi classici come la Margherita, la Diavola o la Bufala Campana Dop, e variazioni sulla tradizione come la Fave e Pecorino con fave al finocchietto, provola affumicata di Agerola, fiore sardo Dop, finocchietto selvatico, olio extravergine di oliva; o la Salsiccia e Piselli con crema di piselli, salsiccia di maialino nero, anice verde, bufala Campana Dop, fiore sardo Dop, olio extravergine di oliva. In carta sarà sempre presente la pizza vegana, che si ispira ai colori e sapori delle stagioni, creata con i prodotti dell’Alveare di via Padova. Una pizza che cambia ogni tre mesi, ideata per la promozione della filiera corta, frutto dell’incontro con i piccoli produttori locali.
Ed è proprio la pizza di Primavera che Daniele Falcone ha preparato con la sua brigata per Cucchiaio. Una pizza vegana e super gustosa, realizzata con impasto semi integrale biologico e lievito madre, condita con zucchine in crema e fritte, fiori di zucca, polline d’api, pomodori rossi semi-dry, mandorle tostate, e giro di olio extravergine di oliva alla menta. Insomma: bella e buona, tutta condividere.
“Una pizza che deve ricordare al primo sguardo, e al primo boccone, i colori e i sapori della primavera. L’abbiamo dedicata principalmente alle verdure, valorizzando il vegetale di stagione, con protagonista la zucchina in diverse consistenze - spiegano Daniele e il braccio destro Andrea Mazza - la base va in cottura con crema di zucchine, mentre per il topping “fuori forno” aggiungiamo, fetta per fetta, chips di zucchine fritte, pomodorini semi dry, mandorle tostate e polline, che conferisce sapidità e particolare aroma.”
Da mosso la pizza non si serve intera. Scelta puramente stilistica? Certo che no. Lo spirito di condivisione di questo luogo si palesa anche nel modo in cui si propone il piatto. In questo caso, ogni spicchio è lì pronto per essere gustato in compagnia. “La pizza viene servita sempre spicchiata perché rappresenta un momento di condivisione– spiega Thomas Emmenegger, Presidente della Fabbrica di Olinda – così come Mosso è una cucina condivisa dove il cibo è un’esperienza di incontro con l’altro. Non solo, pensiamo che la pizza sia un elemento essenziale della nostra cucina, perché parte da una base semplice con ingredienti di qualità e che ogni volta può essere reinventata con combinazioni inaspettate”.
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