Premessa doverosa ad uso e consumo dei non addetti ai lavori: che cos’è il
Cruasé? Con questa che gli stessi artefici definiscono “parola macedonia formata dalla fusione tra “cru” (selezione) e “rosé” con l’interposizione di una “a” che fa da congiunzione si designa da qualche anno “il nuovo prodotto simbolo dell’Oltrepò Pavese, un rosé naturale DOCG da uve Pinot nero ottenuto attraverso il Metodo Classico”. In altre parole si tratta di nuovo marchio collettivo, “sobriamente” definito “un nuovo punto di riferimento della spumantistica di qualità e di denominazione italiana”, o ancora “il biglietto da visita della spumantistica naturale e di qualità che si veste di rosa.
In sintesi si tratta di un metodo classico che per presentarsi come Cruasé deve essere prodotto con minimo 85% di Pinot nero con la specifica di vitigno nella DOCG. Sono fantasiosi gli oltrepadani, perché mentre da un lato vorrebbero collocarsi al vertice della spumantistica ex “méthode champenoise” con un rosé da Pinot nero, dall’alto degli oltre 3mila ettari in produzione (nessun’altra regione italiana ha tanti ettari del grande vitigno francese) dall’altro riescono nel “capolavoro”, unici al mondo, di produrre tante bottiglie di un Pinot nero vinificato in bianco frizzante, cosa che se lo sanno in Bourgogne viene loro uno stranguglione…
Questo detto e annotato che purtroppo il Cruasé non ha ancora conosciuto la notorietà ed il successo auspicati (in Oltrepò ci sono aziende che producono Rosé ma si guardano bene dal rivendicare questo strano marchio…) va riconosciuto che buoni e addirittura ottimi Cruasé, basta saperli pescare, non mancano. Uno di quelli dal livello costantemente elevato è sicuramente l’Oltrepò Pavese Metodo Classico Pinot Nero Cruasé Docg di una piccola azienda di Canneto Pavese, centro molto importante nell’ambito dell’economia vitivinicola oltrepadana, situato tra le valli Versa e Scuropasso, con una viticoltura dislocata sulla fascia collinare, nota per l’ottimo
Oltrepò Pavese Rosso riserva Cavariola, la Barbera Campo del Marrone, il Pinot nero, il Riesling renano ed il Moscato, che corrisponde al nome di
Bruno Verdi. A Canneto i
Verdi sono presenti dal XVIII secolo quando Antonio Verdi probabilmente dal Ducato di Parma si insediò in Oltrepò Pavese.
Da allora quattro generazioni si sono succedute nella cura delle terre di famiglia e oggi a Bruno, il primo a imbottigliare con propria etichetta, negli anni dell’immediato dopoguerra, è succeduto e il figlio Paolo. Quale il segreto del Cruasé di Verdi il quale ha trasferito nel rosé l’esperienza accumulata nell’Oltrepò metodo classico (eccellente il suo
Brut Vergomberra, sintesi di Pinot Nero 70%, temperato da un 30% di Chardonnay) cercando di fare però un prodotto diverso? Direi nessun segreto, semplicemente disporre di ottime uve, da vigneti a spalliera con potatura Guyot semplice situati in Broni e Canneto Pavese, portarle al giusto punto di maturazione, e con una resa di 80-90 quintali ettaro rispettarle in cantina con un lavoro paziente e senza stranezze.
Nelle fasi di vinificazione l’uva viene delicatamente diraspata e pigiata. Il mosto ottenuto macera a freddo per qualche ora con la propria buccia, acquisendo il colore rosa naturale. Segue svinatura e fermentazione a temperatura controllata e permanenza sui lieviti, senza aggiunta di liqueur caratterizzante ma solo zuccheri (9 grammi litro, trattandosi di un Brut) e antiossidanti in basso dosaggio, per 30 mesi.
Il risultato è un Rosé, pardon, Cruasé dal bel colore classico da Rosé, buccia di cipolla salmone pallido con leggera vena granata, perlage sottile e continuo e naso molto fresco vivo espressivo incisivo, ben secco e molto pulito, con note di pompelmo rosa, ribes e lampone, accenni di erbe aromatiche, rosa, pane leggermente tostato e mandorla.
Al gusto è succoso, moderatamente dolce, con una bella polpa fruttata, morbido sul palato senza essere ruffiano, con grande equilibrio e piacevolezza e dinamico e molto fresco e vivo nello sviluppo e buona persistenza lunga e cremosa. Fossero tutti così i Cruasé sono pronto a scommettere che sarebbero molto più conosciuti e apprezzati dai consumatori…